
Il tennista francese parla dei suoi problemi e del lancio di racchetta in Cina verso i tifosi sugli spalti: “Mi sono comportato male, ora voglio ripartire”
La testa, prima della racchetta. I problemi di salute mentale stanno emergendo con sempre maggiore forza nel tennis e, più in generale, nello sport, dove la pressione dei risultati e il peso delle aspettative possono diventare difficili da gestire. La storia di Terence Atmane è l’ennesimo campanello d’allarme: il francese ha perso il controllo in campo, ha pagato il prezzo delle proprie reazioni e ora prova a ripartire, facendo i conti con le proprie fragilità. A 24 anni, il semifinalista di Cincinnati 2025 sta vivendo una stagione complicata, lontana dai livelli che lo avevano lanciato. Rimproveri continui a se stesso e al suo angolo, frustrazione e scatti d’ira hanno accompagnato il suo percorso, fino agli episodi più gravi durante la tournée asiatica. Prima il ritiro nel Challenger di Jingshan, a due game dalla fine, poi il gesto che ha fatto il giro del mondo a Shanghai: la racchetta scagliata sugli spalti durante il match contro Bernard Tomic, interrotto quando Atmane era sotto 3-5 nel terzo set. Nessuna squalifica, ma un’ondata di critiche sui social.




