
di Matteo Persivale
Il presidente degli Stati Uniti pronto a sfilarsi dalla guerra, anche con lo Stretto ancora bloccato: «Vedetevela da soli con il petrolio»
DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – «Non durerà ancora a lungo, li stiamo annientando, li stiamo smer…, totale annientamento. Non dobbiamo restare là a lungo, ma abbiamo ancora del lavoro da fare a livello di ammazzare le loro armi, quel che resta della loro capacità di colpire. Lo stretto? Si riaprirà automaticamente quando ce ne andremo. A noi interessa che l’Iran non abbia l’atomica. Lo stretto, lasciamo che i Paesi che lo usano vadano a riaprirlo».
Al telefono con il New York Post ieri sera Trump ha modificato sensibilmente la posizione di poche ore prima: il lavoro sporco l’aveva lasciato fare a uno dei suoi collaboratori, che aveva fatto filtrare al Wall Street Journal (notizia che ieri ha aperto ovviamente la prima pagina del giornale) che il presidente non vede necessariamente la riapertura dello stretto di Hormuz come indispensabile per chiudere la guerra in Iran: «Ha riferito ai suoi collaboratori – scriveva il quotidiano – di essere disposto a porre fine alla campagna militare statunitense contro l’Iran anche qualora lo stretto di Hormuz




