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L’Iran minaccia il taglio dei cavi sottomarini. Per i Paesi del Golfo Persico sarebbe “blackout digitale”

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L’Agenzia stampa iraniana Tasnim, affiliata ai Pasdaran, paventa la minaccia. La recisione dei cavi metterebbe a rischio transazioni finanziarie, bancarie e gli e-commerce.

La tensione in Medio Oriente rimane altissima, con una tregua tra Stati Uniti e Iran ormai formalmente scaduta e unilateralmente estesa dal Presidente americano Donald Trump, in attesa di un negoziato che fatica a concretizzarsi.

In questo contesto altamente volatile, nei giorni scorsi i media iraniani sembrano aver indicato (nemmeno troppo velatamente) un nuovo campo di possibile escalation qualora la parola dovesse tornare alle armi.

La velata minaccia dei Pasdaran

In un dettagliato report pubblicato mercoledì, l’agenzia stampa Tasnim (legata ai Pasdaran iraniani) ha mappato ed analizzato tutta l’infrastruttura internet della regione, soprattutto per quanto concerne i cavi sottomarini di Internet e l’infrastruttura cloud del Golfo Persico.

L’articolo includeva una mappa dettagliata dei cavi internet sottomarini nello Stretto di Hormuz, identificando sistemi come FALCON, AAE-1, TGN-Gulf e SEA-ME-WE che collegano i paesi del Golfo al resto del mondo.

Lo stretto di Hormuz non è infatti solo un nodo energetico, ma anche un corridoio cruciale per le comunicazioni globali, da cui dipendono paesi come Emirati, Qatar e Arabia Saudita.

Non a caso, l’articolo sottolineava che un “danno

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