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L’Inghilterra all’Azteca 40 anni dopo la Mano de Dios: ora l’incubo è l’altitudine

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Non c’è tempo di festeggiare la vittoria sul Congo, il ct si prepara alla sfida col Messico e avverte: “Sarà un grande svantaggio per noi: non riusciremo ad adattarci”

Dopo la sofferta vittoria di ieri contro la Repubblica democratica del Congo, per l’Inghilterra è già tempo di cominciare a pensare al prossimo impegno. Negli ottavi il tabellone presenta per la squadra di Tuchel una trappola: il 6 luglio alle 2 di notte (orario italiano) scenderà in campo all’Azteca contro il Messico. Una gara in trasferta, che poi porta con sé un ulteriore motivo di preoccupazione: l’altitudine. Si giocherà infatti a 2.200 metri sul livello del mare. Finora il Messico ha disputato tre incontri nella capitale e uno a Guadalajara (che è più bassa ma non tanto: 1.500 metri sul livello del mare) e il vantaggio dell’abitudine alla situazione è innegabile. 

il tempo di adattamento—  

Ne ha parlato Thomas Tuchel, c.t. dell’Inghilterra, subito dopo la partita con il Congo: “Sarà un grande svantaggio per noi, perché non riusciremo ad adattarci”. Non è solo la classica frase per mettere le mani avanti, la difficoltà fisica è reale e andrà considerata nella preparazione della gara. Alcune ricerche in merito suggeriscono che per adattarsi

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