
Inaugurata la prima voliera aperta d’Italia per la riproduzione e la sosta migratoria di questa specie iconica
Il tentativo di salvare l’ibis eremita, specie iconica che in Europa è praticamente estinta e che se la passa molto male anche a livello mondiale, ha buone possibilità di successo e i numeri iniziano a confermarlo. Il progetto Life che vede impegnati nove partner internazionali, tra cui l’italiana Openature Foundation, sta registrando ottimi risultati e non è un caso se la specie sia stata spostata dalla classificazione di «pericolo critico» a quella di pericolo semplice nella Lista Rossa dell’Iucn, che monitora costantemente le migliaia di specie animali e vegetali a rischio di scomparsa. Resta sempre in pericolo, ma il passo indietro è la certificazione più evidente dell’importanza delle azioni messe in atto per riportare gli ibis in natura. Nonostante il bracconaggio, il cambiamento climatico e altri problemi, come l’impatto con le linee dell’alta tensione, che vanificano una parte degli sforzi. A Caprino Veronese è stata inaugurata la prima voliera aperta in Italia per questi volatili, che rappresenta anche il primo centro riproduttivo a sud delle Alpi. QUI il racconto di cosa significa, del ruolo che avrà e di quanto abbia successo questa operazione




