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Libano, la missione Onu cambierà ma dovrà restare «blu». E il primo nodo dell’esercito libanese è negli stipendi

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di Marta Serafini

I colloqui a Beirut del ministro della Difesa libanese Michel Menassa con il generale Diodato Abagnara, capo della missione Unifil, a margine del negoziato tra Israele e Libano

La presenza internazionale in Libano dovrà aggiornare il proprio modo di operare, ma senza rinunciare alla presenza delle Nazioni Unite. E il primo passo per il rafforzamento delle forze armate libanesi dovrebbe consistere nell’adeguare gli stipendi dei soldati, per consentire loro un tenore di vita dignitoso ed evitare il ricorso a un secondo lavoro. È il quadro raccolto dal Centro Studi Strategici Cosmo nei colloqui che il direttore Bernard Selwan Khoury ha avuto a Beirut con il ministro della Difesa libanese Michel Menassa e con il generale di divisione Diodato Abagnara, a capo della missione Unifil. 

Gli incontri si sono svolti a margine della consegna degli aiuti umanitari italiani alla popolazione libanese, organizzata da una delegazione parlamentare italiana e coordinata sul campo dall’Esercito e dall’Aeronautica Militare, con la logistica curata in raccordo con Unifil dal colonnello Attilio Cortone. Con il ministro Menassa il colloquio si è concentrato sulla cooperazione tra Roma e Beirut. Menassa ha fatto il punto sullo stato delle relazioni e ha espresso apprezzamento

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