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L’ex inviata del «NYT» Judith Miller: «Trump ha perso il voto per le due guerre. A destra è iniziata la corsa al 2028»

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di Mario Platero

«Mentre sulla panchina democratica c’è un affollamento di nomi per le prossime presidenziali, su quella repubblicana non ce ne sono molti: Rubio e Vance rimangono i più forti»

Nel post elezioni del midterm Judith Miller inquadra l’incompetenza di Donald Trump in materia di guerre, su livelli ancora più elevati di quanto si potesse immaginare. Persino con ricadute autodistruttive. La Miller fu inviata di guerra col New York Times, esperta di Medio Oriente, finì in prigione pur di non rivelare le fonti per certi suoi articoli controversi ai tempi della seconda guerra in Iraq. Oggi è un fellow di Politica estera al Manhattan Institute; nel 2023 ha girato un documentario sulla guerra in Ucraina con molti viaggi al fronte, un documentario particolare, accolto benissimo dalla critica e toccante perché dava una interpretazione della guerra vista con gli occhi dei bambini ucraini, orfani, rapiti, feriti, mutilati.

Perché Trump con le guerre è secondo lei autodistruttivo?
«Perché ha stabilito un record: ha perso queste elezioni sia per la guerra in Iran, sia per aver cercato di fermare la guerra in Ucraina. La vicenda iraniana ha avuto un effetto devastante per i repubblicani alle urne. La mancata vittoria era

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