
di Francesco Rosano
Carlo Monaco si occupò di Urbanistica a Bologna durante l’era guazzalochiana: «Andrò se ci saranno le condizioni per esprimere delle considerazioni sulla decadenza di un modello amministrativo della città»
Carlo Monaco, lei è stato assessore all’Urbanistica durante il mandato di Giorgio Guazzaloca. Ha già ricevuto l’invito del sindaco Matteo Lepore per l’incontro sul nuovo Piano strategico metropolitano?
«Sì, mi era arrivata questa strana lettera personalizzata, ma non l’avevo ancora aperta».
Ha intenzione di partecipare?
«Le confesso che sono ancora perplesso. Ringrazio per l’invito, ma il tono mi sembra eminentemente propagandistico e quindi non mi attira moltissimo… Mi sembra una tipica iniziativa di propaganda elettorale».
Quindi non sarà a Palazzo Pepoli a dire la sua sul futuro della Città metropolitana?
«Ci sto pensando. Andrei anche volentieri se ci fosse un luogo per esprimere davvero la proprie idee. Ma per come è stata presentata mi sembra più una reunion da reduci, che un luogo di confronto. Piano strategico metropolitano vuol dire davvero tutto e non c’è nemmeno un ordine del giorno. Comunque se scoprirò che Lepore vuole discutere sul serio sono disponibile. Non ho nessuna avversione verso di lui: né politica, né personale. Apparteniamo anche a generazioni




