di Redazione Economia
Amazon, Microsoft e Google controllano circa il 70% del mercato cloud dell’Unione europea. Inoltre, più dell’80% della spesa software delle imprese europee finisce a fornitori americani. La spinta di Bruxelles ad affrancarsi
Per oltre due decenni l’Europa ha costruito il proprio ecosistema digitale appoggiandosi quasi completamente ai grandi gruppi tecnologici statunitensi. Dalle caselle email ai servizi cloud, dai sistemi operativi utilizzati nelle amministrazioni pubbliche ai software per le videoconferenze, fino alle infrastrutture che gestiscono dati strategici: Microsoft, Amazon, Google, Apple e Meta sono diventati elementi essenziali del funzionamento quotidiano di istituzioni, aziende e servizi pubblici europei. Ora però il clima sta cambiando. Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e il crescente scontro geopolitico tra potenze economiche e tecnologiche hanno trasformato quella che per anni era considerata una semplice scelta di efficienza in un tema di sicurezza strategica. Nelle capitali europee il dibattito non riguarda più soltanto la necessità di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, ma anche la possibilità concreta di riuscirci senza traumi.
La priorità per Bruxelles
La “sovranità digitale” è diventata così una priorità politica. Bruxelles prepara nuove regole per rafforzare l’autonomia tecnologica dell’Unione, mentre diversi governi nazionali stanno sperimentando soluzioni




