di Luca Angelini
I russi entrano nel progetto del gasdotto da 20 miliardi di dollari e 4.128 chilometri che dovrebbe portare da 20 a 30 miliardi di metri cubi di gas l’anno dalla Nigeria all’Algeria e da lì verso Italia e Spagna
«Doveva essere una delle nuove vie di rifornimento energetico dirette in Europa per emanciparsi dal gas russo, ma alla fine Vladimir Putin potrebbe sbucare all’improvviso e mettere il suo marchio anche sul gasdotto africano Trans-Sahariano». A suonare l’allarme è, sul Foglio, Luca Gambardella, che avverte: «L’ingresso dei russi nel progetto del gasdotto è un’istantanea perfetta di come la presenza russa nel Sahel e in Africa si traduca in una manovra di accerchiamento nei confronti dell’Europa, alla disperata ricerca di fonti energetiche alternative a quelle messe a disposizione da Mosca».
L’investimento
Il Tsgp (Trans-Saharan Gas Pipeline) è un gasdotto in costruzione di 4.128 chilometri, che dovrebbe portare da 20 a 30 miliardi di metri cubi di gas l’anno dalla Nigeria, via Niger, all’Algeria e da lì verso Italia e Spagna, attraverso i già operanti Transmed (potenziato dopo la guerra in Ucraina) e Medgaz. L’investimento è compreso fra i 13 e i 20 miliardi di dollari e vede




