di Antonio Macaluso
La nautica di lusso diventa un’attrazione per i turisti senza pretese: lo spettacolo dei maxi yacht lunghi più di 100 metri
Più che barche sono isole galleggianti d’acciaio dove i paperoni di tutto il mondo trascorrono in genere pochi giorni l’anno ma che sono inzeppate delle più inimmaginabili comodità e diavolerie tecnologiche. Del resto si deve pur combattere la noia quando ci si trova su yacht vicini o superiori ai cento metri di lunghezza. La cui superficie va calcolata moltiplicando quelle lunghezze per larghezze di 14 -17 metri e un numero di ponti (i piani, insomma) che non sono mai meno di quattro.
Il Mediterraneo è il loro mare preferito, un concentrato di bellezze straordinarie, in molti casi pezzi di storia dei quali molti paperoni sanno poco e niente. Eppure quando quei colossi si affacciano imponenti all’orizzonte, gli abitanti delle coste italiane, greche, francesi, croate pensano ai possibili guadagni se quegli allegri vacanzieri scendessero a terra per pranzare in qualche ristorante, fare shopping, visitare qualche luogo particolare mentre i loro equipaggi si occupano di fare cambusa – immaginate in che quantità e di che qualità – e riempire serbatori di carburante che possono contenere da




