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L’equivoco dell’AI tra capitali e produttività: perché comprarla non basta

di Daniele Manca e Gianmario Verona

La crescita italiana ristagna. E per le aziende conta come si usa l’intelligenza artificiale: non è sufficiente averla, bisogna «adottarla» per ripensare processi e modelli di business

È accaduto a giugno scorso. Nel Castello di Versailles, il presidente francese Emmanuel Macron riceve investitori e imprenditori per l’iniziativa “Choose France”. L’ha lanciata lui stesso nel 2018 con lo scopo dichiarato di attirare investimenti privati esteri sul territorio francese. E qualche risultato deve averlo ottenuto se, come dichiara l’Eliseo, dal 2019 proprio la Francia risulta essere il Paese che è riuscito in Europa ad attrarre più investimenti. Tra i protagonisti dell’edizione di quest’anno un gruppo italiano. Antonio ed Emma Marcegaglia, nel corso di un incontro con Macron annunciano un investimento storico. I due amministratori delegati del colosso manifatturiero italiano, decidono di raddoppiare l’investimento su territorio francese portandolo a 1,2 miliardi. Gli ulteriori 600 milioni serviranno a costruire la prima acciaieria ex novo e green in Francia. Un evento che non accadeva da 50 anni.
Capitali investiti e innovazione sono i due fattori che spingono ad accrescere la produttività di un Paese. Vale a dire la misura migliore per garantirsi un futuro di crescita.

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