
di Marco Cremonesi
Difficile un’azione contro Salvini. Il meme tra i militanti-dissidenti: a Pontida se c’è lui non vado
Era nata male, rischiava di finire peggio. E così la due giorni di «ritiro» della Lega che avrebbe dovuto svolgersi il 4 e 5 luglio vicino a Treviso è stata rinviata. Senza una data. Senza un luogo.
Il responsabile degli enti locali leghisti Stefano Locatelli ha diffuso una nota dettagliatissima per spiegare il perché. La prossima settimana «si terrà una nuova riunione del Tavolo dei Territori della Lega», la cosiddetta cabina di regia voluta da Matteo Salvini per placare le turbolenze interne della Lega e sbarrare la strada al cambio di statuto del partito che era stato chiesto da Luca Zaia e dagli altri governatori leghisti.
Poi, prosegue Locatelli, «seguiranno altre due riunioni programmate», mentre «nelle prossime settimane» si svilupperanno «proposte operative». Al termine «di questo percorso di approfondimento e una volta definito il quadro delle proposte elaborate dal Tavolo» sarà convocato il «ritiro».
Il fatto è che quando era stato annunciato per la prima volta, il «ritiro» aveva gettato nello sgomento i salviniani per il rischio (o la certezza) di contestazioni. E aveva per contro




