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Le pagelle di Eurovision: la bulgara «Bangaranga» è una hit tamarra (7), l’Australia è vintage (5), Lussemburgo fuori, peccato (7)

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di Andrea Laffranchi, inviato a Vienna

La seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest

Bulgaria – Dara – “Bangaranga” 7,5
Un balcan urban che sarà anche da giostra, ma è una hit. Ma – ce lo stiamo chiedendo tutti -cosa vuol dire Bangaranga? In patois giamaicano è il casino, la rivolta. Dara spiega che per lei indica il momento in cui “scegli l’amore e non la paura”. 

Azerbaigian Jiva – “Just Go” 4,5
Una ballad fin troppo classica e drammatica per piano e archi. La storia è vattene amore, just go, e lei sul palco si libera dai lacci che le tengono i polsi incamminandosi sulla passerella.

Romania Alexandra Căpitănescu – “Choke Me” 5
Lo strangolamento del titolo non è sessuale, ma è la lotta con noi stessi – lei in nero legata a chitarra e basso da cavi led e il suo alter ego in bianco – che a volte ci toglie il fiato. Rock al gusto emo-metal e una voce che si concede all’opera. Anche meno, grazie

Lussemburgo Eva Marija – “Mother Nature” 7
Un indie pop elegante e ben scritto che per questo non ha grandi possibilità all’Esc. Lei si presenta con abito bio da madre natura e nel finale suona

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