
di Maria Teresa Meli
Le opposizioni esultano dopo che la maggioranza viene sconfitta per un voto nella discussione sulla legge elettorale: «È un fallimento, adesso le urne»
ROMA – Nel centrosinistra avevano qualche sentore di quello che sarebbe accaduto. Era giunta l’eco del disagio della Lega e di parte di Forza Italia rispetto all’emendamento sulle preferenze. E quando il governo va sotto l’entusiamo nei banchi dell’opposizione è incontenibile. Braccia alzate, sorrisi e un grido che accomuna tutto il campo largo: «Dimissioni! Elezioni!». Nella notte poi le opposizioni occupano l’aula e la seduta viene sospesa.
Subito dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze in aula parlano tutti i leader del centrosinistra versione ampia. E tutti chiedono alla presidente del Consiglio di salire al Quirinale e aprire la crisi. Ultimativa, Elly Schlein: «Questo è stato un voto contro l’arroganza di Meloni. Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa». E Giuseppe Conte, sulla stessa lunghezza d’onda: «Avete sfiduciato la presidente del Consiglio. Ora aprite una crisi di governo e andate a casa perché tocca a noi». «Non avete più i numeri — insiste Riccardo Magi — e questa è la sanzione del Parlamento verso la




