
di Jacopo Strapparava
Il partito che fu di Bossi è diviso e la leadership di Salvini viene messa in discussione. Attesa per il leader a Pinzolo con il presidente Fugatti
Mancano due giorni al tradizionale comizio di Matteo Salvini a Pinzolo e la Lega si trova nel suo momento peggiore da anni. Il partito si sfalda. Vannacci e Fratelli d’Italia si prendono i suoi voti. La leadership del Capitano è messa in discussione. Si apre forse una nuova fase per la storia del movimento che, a livello locale, ne ha conosciute almeno tre. La prima, con il sogno della secessione, Umberto Bossi come divinità assoluta e Sergio Divina come feudatario locale. La seconda, con il federalismo, e il doppio mantra «social e territorio», e Maurizio Fugatti che macinava 80 mila chilometri all’anno su e giù per le valli. La terza, finalmente al governo, con la gestione del potere, le giovani leve irrigidite, democristianizzate. In Trentino, fedeli alla tradizione quasi-teocratica del partito, sulle ambasce del Carroccio nessun dirigente ha nulla da dichiarare. Per ora, alle nostre latitudini, anche nei momenti di massima crisi — vedasi la traversata del deserto del 2013, dopo gli scandali che coinvolsero la famiglia




