
di Enea Conti
A Mandriole, frazione di Ravenna, il vecchio impianto di biogas è stato trasformato in un polo di biometano. E gli scarti tornano sui campi al posto dei concimi chimici
Se ne parla da anni, eppure spiegare che cosa sia l’economia circolare non è affatto semplice. Lo diventa se si trasforma un esempio pratico in un caso di studio.
L’assist lo fornisce Agrisfera, la più grande cooperativa agricola della provincia di Ravenna, che dallo scorso 29 luglio ha riavviato a Mandriole, frazione della città romagnola, il vecchio impianto di biogas dopo averlo trasformato in un polo di biometano, inaugurato ufficialmente il primo ottobre.
Ed eccolo il senso «circolare» dell’operazione: le deiezioni degli animali unite a trinciati di mais e cereali vengono fatti fermentare con batteri che producono una certa quantità di metano. Grazie ad un accordo specifico, Marazzi, azienda di Sassuolo leader mondiale nella produzione di piastrelle in ceramica, acquista il biometano per impiegarlo come energia utile ad alimentare il fabbisogno industriale.
Lo stesso fa Agrisfera che una volta ultimato il processo di fermentazione, utilizza il composto di scarto come concime. A livello elementare ecco spiegato il concetto di «economia circolare». A chiarirlo




