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Lavoratori stranieri vitali per il sistema Brescia anche se sono più precari e pagati meno

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di Thomas Bendinelli

Gli immigrati più mansioni manuali e paghe più basse. Centra il tasso d’istruzione

Con buona pace dei remigrazionisti, nel mercato del lavoro bresciano la presenza dei lavoratori stranieri si conferma strutturale, soprattutto in alcuni comparti. L’ultimo MigraReport realizzato a fine 2025 dal Centro di ricerca sulle migrazioni della Cattolica, diretto da Maddalena Colombo, ricorda che in settori come il lavoro domestico, l’agricoltura, l’edilizia e la logistica la presenza straniera è dominante, segno di una forte concentrazione nelle mansioni operative.

Una distribuzione che evidenzia una specializzazione funzionale del lavoro immigrato, strettamente legata alla domanda di manodopera a bassa qualificazione del sistema produttivo locale. Il mercato del lavoro bresciano continua a mostrare una netta separazione tra occupazioni esecutive e posizioni qualificate, con i lavoratori stranieri prevalentemente concentrati nei primi segmenti. Le cause, osserva il MigraReport, sono molteplici: livelli medi di istruzione più bassi, difficoltà linguistiche iniziali, ma anche meccanismi di selezione impliciti che contribuiscono a una sorta di «incanalamento» occupazionale, assimilabile a una penalità etnica. Ne deriva una polarizzazione stabile: gli autoctoni più presenti nelle professioni qualificate e nei percorsi di carriera strutturati, gli stranieri invece concentrati nelle mansioni manuali e operative.

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