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L’ambasciatore Varricchio: «Tra Italia e Washington segnali forti, ma non strappi. L’adesione alla Pax Silica non è in discussione»

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di Viviana Mazza

«Tajani e Rubio si sono sentiti, nelle prossime settimane ci sarà un’incontro per siglare il documento. La collaborazione tra i nostri due Paesi è ampia, entrambi vogliamo mantenere le cose importanti che facciamo insieme»

DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – «Tajani e Rubio firmeranno il memorandum di intesa sui minerali critici alla prima occasione», dice al Corriere l’ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale per l’innovazione e le nuove tecnologie del ministro degli Esteri, che ha partecipato ieri in qualità di osservatore al vertice di Washington sulla Pax Silica, l’iniziativa guidata dagli Stati Uniti volta a rafforzare le catene di approvvigionamento tecnologico legate all’AI. La firma era prevista a Miami lunedì scorso. «C’è stata qualche parola che è volata oltre Atlantico e la scelta è stata obbligata, il governo italiano ha voluto dare un segnale forte perché è la dimostrazione che essere alleati, come è stato detto autorevolmente dal presidente del Consiglio, vuol dire avere un rapporto franco ma anche corretto e che non accetta gesti e iniziative unilaterali. Ma la firma sarà riprogrammata presto». Varricchio ha firmato ieri un «Accordo congiunto sulle opportunità dell’Intelligenza artificiale» cui aderiscono anche Australia, Corea del Sud, Finlandia, Germania, Giappone, Grecia, India,

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