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L’Alzheimer inizia fuori dal cervello?

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L’origine di una delle reazioni che causa danni cerebrali nella malattia di Alzheimer potrebbe provenire dall’esterno del cervello.

La notizia, pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience, potrebbe aprire la strada a nuove terapie che provino a contrastare la malattia “da fuori”, senza la necessità di somministrare farmaci direttamente nel cervello, così protetto e difficile da raggiungere.

Oggi come ogni 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale Alzheimer, una ricorrenza istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI) per promuovere una maggiore consapevolezza contro questa forma di invecchiamento patologico del cervello.

Per decenni, la ricerca contro l’Alzheimer si è concentrata sul tentativo di rimuovere dal cervello placche amiloidi e grovigli di proteina tau, accumuli proteici patologici tipici di questa demenza, senza però riuscire ad arrestare la progressione del danno cognitivo.

Alzheimer: il ruolo delle cellule immunitarie

Si pensa che anche le cellule immunitarie abbiano un ruolo nella degenerazione delle cellule nervose nell’Alzheimer. Nel 2023, un gruppo di scienziati della Washington University School of Medicine di St. Louis (Stati Uniti) dimostrò che le cellule T, globuli bianchi che eradicano le infezioni e uccidono direttamente le cellule danneggiate, sono presenti in massa attorno