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L’abdicazione del generale Simeone. Eroico ed eterno. Che vinca o no

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L’Atletico, monumento vivente alla resistenza, saluta la Champions contro un Arsenal che si è difeso meglio. Il Cholo, stremato, occhi lucidi, a Londra si è arreso, ricordando l’orgoglio di Kuribayashi a Iwo Jima

Assediato dal calcio che avanza, Diego Pablo Simeone si è arreso, dopo minuti passati in trance agonistica, animandosi continuamente e sperando di trasferire quell’urgenza e quella voglia alla sua squadra, che attaccava ma non arrivava, non tirava e non è riuscita a segnare quell’unico gol che serviva, perché in fondo l’Arsenal difende meglio di tutti, anche dell’Atletico di Madrid di Simeone, il monumento vivente alla resistenza. La caciara finale – alimentata anche da un Arteta inedito e tarantolato – è stato l’ultimo disperato tentativo di confondere un risultato stretto, ma mai incerto. Alla fine, stremato, aveva gli occhi lucidi, vagamente arrossati, lo sguardo sconfitto.

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