
di Renato Franco
Per paradosso è lui l’erede della tradizione del sabato sera, quando Raffaella Carrà inventò il ruolo interpretato da Cuccarini, Heather Parisi. Poi è arrivato il Grande Fratello, la tv dell’incompetenza, e nulla è stato più come prima
Scomparsa, desaparecida, introvabile, estinta, svanita: nella tv di oggi la showgirl è materia da Chi l’ha vista. Anche il termine appartiene a un lessico ormai fuori tempo. Eppure la showgirl ha lasciato la sua impronta indelebile nella tv italiana. La sua figura era nata dentro un ecosistema preciso: il varietà del sabato sera, la televisione familiare, l’intrattenimento nazionalpopolare, quello che faceva milioni di spettatori. Era la televisione dell’abbondanza visiva, della prima serata come grande spettacolo collettivo, dell’orchestra e delle coreografie, una tv della competenza dove era permesso entrare solo a chi sapeva fare qualcosa, a differenza di oggi.
Sono gli anni d’oro del varietà, quelli in cui esplodono fenomeni come Raffaella Carrà che ha inventato il ruolo unendo canto, ballo e una conduzione fatta di fascino, aura e carisma. Quindi la scena viene dominata dalla rivalità tra Lorella Cuccarini e Heather Parisi: la prima lanciata da Pippo Baudo e da una pubblicità che le è rimasta appiccicata addosso («la




