
di Paolo Salom
Parla Zhang Weiwei, uno dei politologi più ascoltati in Cina: «Con Washington siamo in una fase di “stabilità costruttiva, si sono trovati punti di incontro sul commercio, su Taiwan, sulla Ai. L’Unione sbaglia a isolare la Russia»
ROMA – «L’Europa sbaglia ad appiattirsi sugli Stati Uniti. Ha perso di vista i propri interessi strategici ed economici. Basti pensare all’Ucraina e al confronto-scontro con la Russia. E poi c’è la Cina: ignorare le opportunità di crescita che offre una nazione forte commercialmente e stabile politicamente è del tutto insensato».
Zhang Weiwei è uno dei politologi più ascoltati nella Repubblica Popolare. Direttore del China Institute dell’Università Fudan di Shanghai, seconda per importanza soltanto all’Università di Pechino, ha tenuto lezioni al Politburo del Partito comunista alla presenza del presidente Xi Jinping. Lo abbiamo incontrato a Roma, all’Istituto di studi americani, in occasione di un incontro organizzato dal Berggruen Institute per sondare i punti di contatto tra visioni del mondo al momento ancora lontane: da una parte l’Occidente a guida euro-atlantica, dall’altra l’Asia emergente dove Pechino svolge un ruolo in apparenza incontrastato.
Professore, partiamo dagli Stati Uniti. Proprio di recente Xi Jinping è stato in visita di




