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La testimone: «L’ho visto lì già alle 9.30 del mattino: stava male e chiedeva aiuto»

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Alessandro Fulloni, inviato a Bologna / CorriereTv

«Ho visto quei quattro infermieri sotto al sole e allora sono uscita di casa, ho portato loro delle bottiglie d’acqua… c’era anche una signora che piangeva tantissimo, il mio è stato un gesto naturale». Parveen Akhrar, casalinga, è una pakistana di 73 anni che vive al civico 2 di via Italo Svevo a Bologna. È una delle testimoni di quel è successo domenica mattina in quel cortile su cui s’affacciano le finestre del suo appartamento al primo piano. 
Non ha visto tutto, ma quello che le è rimasto impresso lo vuole assolutamente raccontare ai giornalisti davanti l’ingresso. Sebbene nel nostro Paese da anni, dal 1994, a tradurre domande e risposte è la figlia Nassem
Parveen, domenica a che ora ha visto arrivare Abderrahim? «Saranno state le 9 e 30, forse le 10. È sceso dalle scale che dal parco portano al cortile, urlava di continuo di aiutarlo e di chiamare un’ambulanza e la polizia. Dopo è rimasto seduto per un bel po’ e infine si sdraiato sul cortile». 
Sanguinava? «No. E non era nemmeno ubriaco. Secondo me stava semplicemente male». 
Poi? «Un signore a bordo di una motocicletta ha visto la scena, si è fermato, si

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