
di Federico Fubini
Con un decreto già entrato in vigore (e privo di motivazioni esplicite), Mosca ha chiuso 7 fondamentali punti di transito nella sua frontiera nord-occidentale, verso Finlandia, Estonia e Lettonia
La Russia chiude una parte dei confini per ordine esecutivo. Con una circolare amministrativa diffusa ieri sera a firma del primo ministro Mikhail Mishustin, il governo ha annunciato la sospensione a tempo indeterminato della circolazione di «persone, veicoli, beni e spedizioni commerciali» lungo una frontiera molto delicata sul piano geopolitico: quella con l’Unione europea. In particolare con sette fondamentali punti di accesso o reingresso con Finlandia, Estonia e Lettonia.
Il decreto è uscito a Mosca ieri sera ed è in vigore da oggi. Coinvolge la regione di Leningrado, due punti di frontiera in Carelia, i passaggi da San Pietroburgo e la Finlandia, l’Oblast di Pskov e la frontiera fra Russia e Lettonia. I valichi chiusi sono i più importanti per le linee ferroviarie.
Il documento firmato da Mishustin è un atto amministrativo che non offre alcuna motivazione per le decisioni annunciate. Sicuramente riflette la tensione crescente fra l’Unione europea e la Russia. Nello specifico, dietro il decreto




