La rosa giallorossa va completata. A gennaio affondo per l’inglese. E poi caccia a un mediano
Giornalista
5 novembre – 08:16 – ROMA
L’Europa che conta ha evidenziato il limite. Ma la questione della Roma dai due volti, Dottor Jekill e Mr. Hide, quella che splende nel primo tempo e si sgonfia nella ripresa sotto i colpi del Real e del leone ferito United, non è un mistero metafisico. Ma, anzi, un fatto spiegabilissimo che non sorprende. Perché il confine tra un’opera d’arte incompiuta e un capolavoro definitivo risiede spesso nei “dettagli”: a livello europeo, con i ritmi di gioco delle big, ma anche in campionato contro l’Inter, per esempio, quei “dettagli” si misurano spesso in termini di profondità dell’organico e opzioni tattiche. E quando calano le energie spese dai giallorossi per esprimere al meglio il calcio di Gian Piero Gasperini, strutturato su duelli a tutto campo, aggressione in avanti e ritmi asfissianti, ecco che allora può farsi evidente nei secondi tempi il gap con le big d’Europa e balzare agli occhi il numero risicato di alternative in organico. Specie quando l’infermeria non è




