di Redazione Economia
Caro bollette, conti record: gli azionisti delle compagnie petrolifere si arricchiscono con la crisi iraniana. Shell, BP, Eni e TotalEnergies spingono le fortune dei miliardari dell’energia
Mentre famiglie e imprese fanno i conti con il caro energia e l’instabilità economica provocata dalla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, le grandi compagnie petrolifere e i loro azionisti stanno incassando profitti straordinari. Secondo l’organizzazione no profit Oxfam, i 41 miliardari del settore energetico residenti nei Paesi del G7 hanno aumentato il proprio patrimonio di 23,5 miliardi di dollari nei primi due mesi e mezzo del conflitto, equivalenti a oltre 300 milioni di dollari al giorno.
Maxi utili nel 2026
La crisi geopolitica che sta mettendo sotto pressione i bilanci delle famiglie si sta trasformando in una nuova stagione di extraprofitti per il comparto energetico mondiale. Il report diffuso dall’organizzazione evidenzia come le sei maggiori compagnie petrolifere globali siano destinate a chiudere il 2026 con utili superiori dell’80% rispetto alle stime formulate prima dell’escalation in Medio Oriente, per un totale di 152 miliardi di dollari. A beneficiare dell’impennata dei prezzi non sono soltanto i colossi del petrolio. Anche i grandi gruppi dei fertilizzanti, strettamente legati all’andamento




