
di Maria Teresa Meli
Renzi replica a Conte: qualcuno vuole mettere veti per mandare la destra al Colle?
Gli «esclusi» dalla photo opportunity dell’altro ieri — quella che mostrava Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni sorridenti a tavola — fanno mostra di non esserci rimasti male, anche se tra le righe delle loro dichiarazioni si legge un certo malumore.
L’appuntamento con la variegata galassia dei centristi è a settembre. Adesso i leader di Pd, M5S e Avs («La banda dei 4», li chiama non certo bonariamente qualcuno) preferiscono fare da soli. Del resto, c’è da dire che dalle parti dei moderati e riformisti non è che regni l’armonia e non è facile mettere tutti assieme.
Matteo Renzi con la sua Casa riformista si tiene a debita distanza da Alessandro Onorato e dal suo Progetto civico e viceversa. Ernesto Maria Ruffini, invece, con il movimento Più uno cerca di coinvolgere chi si è allontanato dalla politica, «perché la vittoria non arriverà con un accordo tra gruppi dirigenti e il confronto non può esaurirsi tra chi fa già parte delle attuali coalizioni».
E questa notazione riflette, al di là delle frasi diplomatiche di rito, il vero stato d’animo




