
Il Sudafrica ha lavorato a lungo per riportare il Mondiale di Formula 1 a Kyalami. Nel settembre dello scorso anno il governo aveva approvato una candidatura per ospitare tre edizioni a partire dal 2027 e il marzo scorso il ministro dello Sport Gayton McKenzie aveva dichiarato che era stata ottenuta la necessaria garanzia governativa e che proseguivano i colloqui sugli aspetti commerciali e promozionali.
Dopo le anticipazioni sull’intesa ruandese, McKenzie non si è certo arreso e, anzi, ha sostenuto che il continente può ospitare più di una gara e ha riconosciuto che il Ruanda lavorava al progetto da più tempo rispetto a loro. L’annuncio di Bugesera, dunque, non coincide con una rinuncia sudafricana.
Le critiche di sportswashing al Ruanda
Amnesty International ha contestato l’accordo accusando il Ruanda di usare lo sport per ripulire la propria immagine internazionale: “Questo è un premio di sportswashing per le autorità ruandesi”, ha dichiarato Felix Jakens, responsabile delle campagne di Amnesty International UK, in una nota riportata da Reuters.
Jakens denuncia arresti arbitrari, torture e repressione della libertà di espressione e inserisce il Gran Premio nella strategia già seguita con le sponsorizzazioni calcistiche e i Mondiali di ciclismo. Chiede alla F1 di sollecitare cambiamenti concreti,




