
di Guido Santevecchi
Le portacontainer cinesi passano dallo Stretto. La prudenza di Xi
Tre navi e un documento in cinque punti segnalano un possibile coinvolgimento di Pechino nello sblocco della crisi di Hormuz. Tre portacontainer cinesi hanno attraversato lo Stretto lunedì, lasciando indisturbate il Golfo Persico dopo esservi rimaste bloccate per un mese. Ieri il ministero degli Esteri di Pechino ha dichiarato «apprezzamento per l’assistenza fornita dalle parti interessate», senza precisare a chi fosse diretto il ringraziamento. I mercantili con bandiera cinese sono passati vicino alle isole iraniane di Larak e Qeshm; secondo i registri di Cosco (il gigante dei trasporti marittimi China Ocean Shipping Company), le stive erano vuote. Ma il via libera alle prime navi di Pechino intrappolate nel conflitto iraniano è carico di significato politico.
Il quasi silenzio
Dopo il colpo di mano di Trump in Venezuela e ora l’attacco all’Iran i politologi si arrovellano sul quasi silenzio di Pechino, che secondo alcuni dimostra la sua impotenza e per altri la sua soddisfazione per le difficoltà dei rivali americani. Formalmente, la superpotenza cinese è schierata per la pace e si ancora al principio di non ingerenza negli affari interni di altri Paesi.
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