L’eliminazione dai Mondiali di calcio è solo l’ultimo dei problemi che affligge la Germania oggi. Aldo Cazzullo ha legato l’umiliazione calcistica al «morbo tedesco» di cui si parla in altri campi: la crisi dell’economia e l’instabilità politica della nazione-guida per l’Europa. Sì, che ci piaccia o no il destino dell’Europa si gioca a Berlino, e da secoli. Oggi la demografia e l’economia dicono che la Germania è il numero uno dell’Unione. Con una Francia in coma e un Regno Unito fuori dall’UE, il ruolo tedesco è più importante che mai.
Le menzogne che ci raccontiamo su noi stessi sono spesso l’ostacolo principale che ci impedisce di risolvere i nostri problemi. Di recente Angela Merkel – e i suoi tanti ammiratori – hanno fornito una conferma della nostra capacità di autoinganno. L’illusione che la Merkel sia stata una grande cancelliera impedisce di fare i conti con gli errori strategici di cui la Germania e l’Europa intera continuano a pagare le conseguenze. Russofilia, apertura scriteriata a flussi migratori incontrollati, politiche ambientaliste distruttive, incapacità di comprendere la vera natura della Cina: tutto questo fa parte dell’eredità della Merkel.
Sono quattro fattori chiave che spiegano la crisi del modello tedesco: economica e




