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La “città degli italiani” saluta la Bundesliga: da Barzagli a Zaccardo, il filo che lega Wolfsburg al nostro Paese

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I biancoverdi retrocedono dopo 29 anni. Un capitolo buio per una squadra e una città che con l’Italia ha più di qualche connessione, sia in campo sia fuori

A 17 anni dallo storico titolo conquistato con Dzeko, Barzagli e Zaccardo, il Wolfsburg è clamorosamente retrocesso, perdendo 2-1 ai supplementari il playout contro il Paderborn. Un dramma sportivo per una società con una proprietà forte come la Volkswagen, che non milita in Zweite Bundesliga dal 1997. Una pagina triste per la storia di un club che deve molto all’Italia, sia in campo che fuori.

l’eredità italiana—  

All’ombra della stazione centrale della città, c’è una statua di bronzo che molti tifosi di casa vedono quando passano per andare allo stadio. Rappresenta un uomo con una valigia di cartone in mano e lo sguardo pieno di speranza: è la statua “dell’Emigrante”, memoria collettiva dei Gastarbeiter, gli italiani partiti dal Mezzogiorno negli anni Sessanta per stringere bulloni sulle catene di montaggio della Volkswagen. Quella scultura dice molto sulla città che è Wolfsburg e di quanto debba all’Italia. Il primo treno carico di operai italiani arrivò il 17 gennaio del 1962, e da allora ne arrivarono a migliaia, tanto che Wolfsburg fu presto chiamata

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