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La casa che non c’è più: dal boom delle locazioni transitorie alla fuga dei residenti, i 5 fattori che stanno cambiando le città

di Elena Tebano

In dieci anni gli affitti a lungo termine sono crollati del 35% e c’è stato il boom degli affitti brevi. Turismo e piattaforme digitali spingono i prezzi e rendono più difficile trovare casa

(Questo articolo è stato tratto dalla Rassegna quotidiana del Corriere della Sera, il Punto: se vuoi iscriverti clicca qui)

All’inizio del mese la Commissione europea ha annunciato nuove misure contro l’esplosione degli affitti brevi nelle città turistiche. La proposta, che dovrà essere concordata con i Paesi dell’Ue e il Parlamento europeo nei prossimi mesi prima di poter diventare legge, fornisce un primo quadro comune per armonizzare provvedimenti diversi presi finora da città come Parigi, Barcellona e Venezia ed evitare i ricorsi di aziende come Airbnb contro le restrizioni. La Commissione ha elaborato dei criteri “oggettivi” e circostanziati da cui far dipendere la possibilità di mettere dei limiti agli affitti turistici, per esempio se il rapporto prezzo/reddito è elevato o se si è registrata una tendenza al rialzo negli ultimi 10 anni. Non c’è dubbio che sui criteri si discuterà molto nei prossimi mesi.

Tema politicamente esplosivo

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