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La battaglia fra gli ambientalisti sulle pale eoliche: «Bruceresti la Gioconda per produrre energia?»

di Gian Antonio Stella

Nella raccolta di firme contro l’abuso di mulini anche Augias, Tamaro e Sgarbi. Legambiente: cosa c’è di male?

«Brucereste la Gioconda per produrre energia?». La domanda, scomodissima, incendia il dibattito nel fronte ambientalista. Ed è al centro d’una lettera aperta scritta «con il cuore pesante» ai «cari amici e cari compagni di tante battaglie» di Greenpeace, Legambiente e WWF da alcune decine di difensori del paesaggio che dopo anni di battaglie comuni dicono di non capire perché le tre storiche associazioni non si mettano di traverso a certi progetti che devastano il territorio. Anzi, siano disposte «a sostenere senza la minima riserva chi, approfittando dei timori causati dall’avanzare della crisi climatica, non si fa scrupolo di sacrificare pezzi interi del paesaggio italiano. Quel medesimo paesaggio che la nostra Costituzione tutela all’Articolo 9 e che noi, con voi, abbiamo sempre considerato un bene non negoziabile».

A cosa si riferisce la lettera aperta? Alle perplessità di vari ambientalisti, ad esempio, sui Parchi del Vento, la guida turistica agli impianti eolici di Legambiente che spiega «come la tecnologia possa instaurare un rapporto armonioso col paesaggio» ed è «realizzata col contributo di Magis Energia, ERG, FERA, RWE»

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