
Antonelli vede il titolo mondiale di F1 in Messico: basta un nono posto. Il racconto del venerdì, lo scherzo di Bono e l’attesa per la qualifica.
Dovrebbero essere giorni di nervosismo assoluto, di tensione e preoccupazione, ma in casa Mercedes, da sotto l’immancabile cappellino del team, Kimi Antonelli mostra un sorriso leggero. È quello di chi sa di essere pronto per scrivere la storia, la sua e quella dello sport, ma sempre restando fedele a sé stesso. Domani, al termine del Gran Premio del Messico, al ventenne italiano basterà un nono posto per laurearsi campione del mondo di Formula 1 con quattro gare di anticipo sul finale della stagione, e la leggerezza con cui Kimi ha gestito la grandezza di questo evento per tutto il campionato non è andata persa a Città del Messico, dove Antonelli ha trovato anche il tempo per gli immancabili scherzi. Questa volta però è stato lui a esserne vittima: arrivato ieri nel paddock per le prime prove libere dopo un giorno di assenza, a causa di un’influenza che lo ha colpito all’inizio di questa settimana, il pilota ha fatto il suo tradizionale giro tra gli uffici e i box della squadra per salutare tutti i




