L’ivoriano, svincolato dall’Al Ahli, ha scelto di tornare lì dove tutto era iniziato. Al Milan è diventato presidente, al Barcellona una seconda scelta, in Arabia ha vinto e sorriso. La nuova tappa è di ritorno, dopo un viaggio che di fermate ne ha già conosciute diverse. Non tutte redditizie
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29 agosto – 18:18 – MILANO
Tre lettere per verticalizzare il discorso come se ci fosse da innescare un attaccante in profondità. Nello slang ivoriano del Nouchi, quello che mescola il francese tradizionale alle espressioni locali, Franck Kessie ha scelto di usare la Gbe. Che non è la sigla di un consorzio bancario internazionale, ma il modo più veloce che hanno nella lingua degli Elefanti per “dire la verità in modo diretto, schietto, a volte crudo”. Kessie si è avvalso della facoltà di rispondere a modo suo, il più sincero possibile, in una chiacchierata con Gazzetta a Mondiale in corso: “Posso dire la mia? Io mi prenderei. Sono al Mondiale, in piena forma, un affare sotto ogni aspetto”. Possiamo dire la nostra? Non ha neanche tutti i torti. La nuova tappa è di ritorno,




