Il portoghese è raggiungibile solo qualificandosi. Senza pass, almeno una cessione per colmare il buco
Giornalista
11 aprile – 00:27 – MILANO
Dando ascolto agli slogan e alle frasi stereotipate, ai piani della classifica che ormai la Juventus frequenta da qualche anno – la cosiddetta “zona Europa” – ogni stagione è disseminata di jolly, di bivi, di trappole, di partite da non sottovalutare, di finali. Ecco, a sette giornate dal termine della contesa non c’è bisogno di attingere alle metafore perché ormai è lapalissiano che la posta in palio sia altissima ogni volta che la Signora scende in campo, figurarsi se il trittico di partite all’orizzonte sia contro Atalanta, Bologna e Milan. L’occhio dei tifosi, ma ancor più quello del club e di Luciano Spalletti, va però oltre il futuro a brevissimo termine perché il vero sbarramento alle ambizioni future risiede nel maledetto quarto posto che vale la qualificazione alla prossima Champions League. Se entri, puoi sedurre talenti e campioni svelando loro i progetti per tornare ai vertici del calcio nazionale e internazionale, se resti fuori ti trovi costretto a rinunciare ad alcuni obiettivi




