Home / Spettacoli / Jovanotti: «Sessant’anni a imparare l’amore. Non farò mai un tour di un mio disco degli anni Novanta, piuttosto smetto. Mica sono un artista generazionale».

Jovanotti: «Sessant’anni a imparare l’amore. Non farò mai un tour di un mio disco degli anni Novanta, piuttosto smetto. Mica sono un artista generazionale».

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Un estratto dell’intervista a Jovanotti pubblicata su «F», in edicola da mercoledì 30 settembre

Pubblichiamo alcuni estratti dall’intervista fatta a Jovanotti da Guia Soncini durante il Jova Summer Party 2026, in edicola sul settimanale «F» da mercoledì 30 settembre.

Non possiamo continuare a far finta che l’occasione di queste chiacchiere non sia il tuo compleanno tondo. Qual è la cosa più importante che hai imparato?
«Nella vita? L’amore».

L’amore non si impara.
«Eh, invece sì».

Sei terrorizzato che un giorno potresti non farcela più?
«Costantemente. Però è una bella sfida».

Una volta mi hai detto che ti faceva impressione che il primo testo che scrisse Lucio Dalla fosse Com’è profondo il mare, considerato che il tuo fu La mia moto. Cosa penserebbe il Lorenzo ventenne del Lorenzo sessantenne?
«Che è uno del passato, che è uno che piace ai suoi genitori. Ma la cosa non mi disturba. Al me ventenne piacerei: io ero pazzo di Celentano, della tv dei grandi, Baudo, Corrado, a me piacevano i vecchi. Adesso è cambiata, questa roba, adesso i ragazzini sono molto concentrati su sé stessi. Ho letto un’intervista a Mick Jagger e gli chiedevano ma a ottantatré anni, ancora?, e lui diceva quando io

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