
L’attaccante della sorpresa del Mondiale Capo Verde, ex di Lazio e Salernitana: “Con l’Argentina siamo sfavoriti, ma mai dire mai. In biancoceleste giocai poco, in Campania fu retrocessione, però che bei ricordi”
Jovane Cabral ha tracciato la sua rotta da bambino, al riparo dal vento. Prima di sbarcare a Lisbona e costruirsi la sua carriera – Sporting, Lazio, Salernitana, Olympiacos, ora Estrella Amadora, prima divisione portoghese -, ha segnato dozzine gol ad Assomada, tra le isole di Sottovento, nella zona sud dell’arcipelago. Si chiamano così perché rispetto alle altre sono al riparo dai venti alisei che soffiano da nord. “Io sono nato e cresciuto a Capo Verde. Oggi lo dico con orgoglio, ripensando al mio percorso. La mia è una famiglia umile, vive ancora sull’isola di Santiago, ad Assomada. Tutto ciò che ho costruito lo devo a loro”. Jovane, 28 anni, punta esterna passata anche per l’Italia, ci risponde in zona mista dopo aver videochiamato a casa, dove son rimasti tutti svegli per vedere Capo Verde centrare i sedicesimi del Mondiale da debuttante.
Come ci si sente a far parte della storia?
“Un supereroe, lo siamo tutti. Se penso a qualche anno fa, quando Capo Verde era consideratto




