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Johnny Rep, gol e allergia alle regole: all’opposizione a prescindere, anche con Cruijff

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Il campione olandese che andava veloce ma parlava troppo, abitudine che gli costò anche la nazionale. Rompiscatole, polemico, multato, squalificato. Ma fondamentale in campo nell’Olanda del Calcio Totale 

Non era superbo, non era cattivo, né tanto meno velenoso. Solo che aveva la lingua lunga e questa fu la sua maledizione. Lui disse che l’etichetta gliel’avevano appiccicata i giornalisti e ne fu soltanto vittima senza avere alcuna colpa, ma in realtà le testimonianze di compagni e di avversari, di allenatori e di semplici osservatori, raccontano di un ragazzo che faceva parecchia fatica a tenersi a freno, non accettava le imposizioni, nemmeno quando gliene venivano spiegate le ragioni, e aveva bisogno di sentirsi libero in ogni momento, che fosse in mezzo a un campo di calcio o nella vita di tutti i giorni. Johnny Rep non fu un maledetto, nel senso che la sua maledizione non lo portò all’inferno, ma rappresentò, negli anni Settanta dominati dai capelloni e dai pantaloni a zampa d’elefante, il classico elemento anti-potere. Se fosse stato un politico, si sarebbe seduto tra i banchi dell’opposizione, a prescindere, o forse sarebbe stato in piazza a manifestare, non avrebbe accettato alcun compromesso e avrebbe detto no a qualsiasi proposta, anche

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