di Fausta Chiesa
La domanda della Commissione all’industria: «Quali sono le esigenze di carburanti del settore della Difesa in situazioni di crisi in scenari di conflitto ad alta intensità? L’Unem: «Per investire servono finanziamenti europei e regole chiare»
Non solo il Commissario europeo all’energia Dan Jørgensen, ma anche quello alla Difesa Andrius Kubilius e un membro della Nato hanno condotto la riunione oggi, 28 ottobre, a Bruxelles con le associazioni del settore della raffinazione in Europa, tra cui l’Unem per l’Italia. Basterebbe questo per far capire il livello di «attenzione» che c’è nella Ue sulla questione dell’autonomia per il fabbisogno di carburanti. Perché il jet fuel e il gasolio sono utilizzati non solo per gli aerei civili, le auto e i camion, ma anche gli aerei da guerra e i carri armati. Succo della riunione: massimizzare la produzione nel breve termine per i carburanti necessari con maggior urgenza tra cui il jet fuel e il gasolio, essenziali per le operazioni militari. In un contesto geopolitico instabile, scrive la Commissione, l’Europa deve preservare una capacità di raffinazione sufficiente, unitamente a scorte e importazioni diversificate, per poter rispondere a possibili interruzioni delle forniture. E la capacità di raffinazione dell’Europa




