
Dai primi calci a tre anni alla consacrazione in Serie A, passando per i semi di zucca portafortuna, una telefonata decisiva al cinema e 10 gol con 15 assist nella cavalcata promozione: la storia di un talento sbocciato – o notato – tardi
Jack Sparrow, nella sua infinita peregrinazione, finisce persino ai confini del mondo. Ed è proprio lì, nel terzo capitolo dei Pirati dei Caraibi, che riflette su quanto spesso i tratti di pazzia e genialità coincidano. Capita nella moda, nell’arte, nello sport, in gran parte della quotidianità. Giacomo Calò, a proposito di arte, a Frosinone è chiamato il Pittore perché le tele che ha realizzato in poco più di un anno erano merce rara da quelle parti. In Serie A è arrivato alla soglia dei trent’anni ed è un Pirlo con la maglia giallazzurra. Forse è più genio che pazzo, però in 8 presenze l’ha già buttata tre volte sotto l’incrocio. E, se il campionato finisse oggi, a Frosinone dovrebbero tenersi liberi di giovedì per tutta la prossima stagione. Cosa c’entra Jack Sparrow con una neopromossa? Calò lo porta con sé ogni giorno: rimpicciolito quanto serve, sul braccio sinistro.
calò il pittore—
Giacomo da Trieste. Se uno




