Il presidente Fin e le 43 medaglie europee: “Soddisfazione grande, senza sostegni però non c’è futuro. A Los Angeles vedrete anche tanti giovani. Che emozione i record mondiali della Curtis”
Giornalista
19 agosto – 12:29 – ROMA
Paolo Barelli ripensa ai trionfi europei di Parigi, al lungo percorso di rinascita del nuoto italiano e sussurra: “Ma sì, chiamiamolo pure miracolo, ma un miracolo che nasce dalla nostra organizzazione”. Perché in un Paese in cui le società sportive faticano, gli impianti lasciano a desiderare e le scuole (al contrario di quello che avviene in altre parti del mondo, “sapete che in Olanda è obbligatorio alle elementari?”) non possono fare la loro parte, tornare dalla spedizione francese con 43 medaglie, 13 d’oro, conquistando più podi di tutti, non è per niente facile. Il presidente della Federnuoto, onorevole di Forza Italia e sottosegretario di Stato, è convinto che ci si riesca grazie al “metodo Italia”, fatto di competenza, dedizione e un po’ di scaltrezza, anche se ripete con una certa frequenza: “Piedi per terra”. Lo dice da sempre. Sembra funzionare.
Barelli, il primo pensiero quando si è




