
In caso di dimissioni di Maldini, consensi sul dirigente della Juve. E per la panchina il favorito diventerebbe l’ex allenatore del Napoli
Nel paese di sessanta milioni di ct non si riesce a individuare un ct. Quella di Pirlo sembra una storia da Kafka: non c’è giocatore degli ultimi trent’anni che abbia goduto della stessa ammirazione totale, simbolo del bel calcio, amato anche da chi era abbattuto dai suoi colpi in campo. Sono stati in qualche modo divisivi tutti gli altri big, Buffon e Totti, Del Piero e Cannavaro, Nesta e Jorginho, ma Pirlo no. Oggi però Pirlo è sotto tiro totale, e lui stesso in mattinata si è smarcato sui social dalla panchina azzurra. Nessuna nomina ha mai ricevuto tante critiche: la questione della sponsorizzazione russa ha dato il colpo definitivo alla sua candidatura, Pirlo è diventato un effetto collaterale dell’invasione in Ucraina. E ora?
Malagò—
Di tutti gli scenari, il più credibile contempla le contestuali dimissioni del dt che l’ha scelto, Paolo Maldini. Perché sarebbe una sconfessione della sua idea. Il rischio è ritrovarsi all’improvviso senza ct e senza direttore tecnico, tornando indietro di un mese, all’elezione di Giovanni Malagò. Se il presidente ha cercato Maldini —




