
La Nazionale di Soncin chiude la pratica in 45’. Si riapre la corsa per l’accesso diretto al Mondiale
In un puntino a sud della Serbia l’Italia ha mandato un messaggio forte e chiaro. A Leskovac le azzurre di Andrea Soncin hanno vinto, convinto e riaperto con consapevole prepotenza il girone e, soprattutto, la corsa al primo posto. Tanta, troppa Italia per una Serbia annullata con 6 gol, tre nel primo e altrettanti nel secondo tempo. Era quello che ci voleva. E il livello dell’avversario, altra cosa rispetto a Danimarca e Svezia, oltre alle assenze che hanno ridotto le scelte della ct Lidija Stojkanovic, non ridimensionano questo successo così voluto e così tennistico nel risultato. Chiunque tifi Italia, ieri voleva essere a Leskovac. Per rivedere esultare Cristiana Girelli con un sorriso grande così, per emozionarsi con le lacrime di Elisabetta Oliviero, per festeggiare il primo gol in azzurro di Martina Lenzini, per stropicciarsi gli occhi per la rete dalla distanza di Arianna Caruso, per la manita firmata da Sofia Cantore e per il 6-0 al quarto minuto di recupero di Giada Greggi a coronamento di una prestazione enorme. Sei gol, sei marcatrici diverse (di cui tre che giocano in campionati stranieri),




