
La circolare chiarisce chi può uscire dal lavoro con l’assegno pagato dall’azienda: requisiti, importi minimi e tetto per i “contributivi puri”
Isopensione e assegno straordinario sono possibili anche per i “contributivi puri”, cioè per chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi. Lo ha chiarito l’Inps con la circolare 104/2026, condivisa con il Ministero del Lavoro. Con l’isopensione il lavoratore può lasciare l’azienda fino a sette anni prima della pensione, purché esca entro il 1° dicembre 2026, con assegno e contributi pagati dal datore di lavoro. Ma c’è una condizione: già il giorno dell’uscita l’assegno maturato deve raggiungere una soglia minima.
Isopensione e assegno straordinario: cosa sono e come funzionano
Isopensione e assegno straordinario sono due strumenti con cui un’azienda accompagna i dipendenti verso la pensione. Chi accetta di uscire in anticipo riceve ogni mese un assegno “ponte” fino al pensionamento vero e proprio. L’isopensione è pagata direttamente dal datore di lavoro. L’assegno straordinario arriva invece dai Fondi di solidarietà bilaterali, gli enti di settore per chi non ha la cassa integrazione. In entrambi i casi il costo, contributi compresi, è a carico dell’azienda. Non è una scelta individuale: servono accordi aziendali con i sindacati, che indicano i




