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Iran è in recessione: il blocco USA taglia le entrate del petrolio

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Il blocco navale americano e il calo delle scorte destinate alla Cina comprimono gli incassi petroliferi di Teheran. Cresce la pressione sull’economia, ma resta incerto un cedimento nei negoziati.

Il blocco navale americano e il calo delle scorte destinate alla Cina comprimono gli incassi petroliferi di Teheran. Cresce la pressione sull’economia, ma resta incerto un cedimento nei negoziati. Gli incassi ottenuti dall’Iran attraverso la vendita di greggio all’estero si stanno rapidamente riducendo. A pesare sono lo sbarramento marittimo americano, che impedisce alle spedizioni di uscire dal Golfo Persico, e il progressivo esaurimento delle riserve galleggianti destinate soprattutto al mercato cinese. Questa situazione aggrava le difficoltà economiche di Teheran. Stando alle rilevazioni di Kpler, azienda che analizza il traffico navale, nessuna spedizione petrolifera iraniana è riuscita a superare la barriera ristabilita dalla flotta statunitense verso la metà di luglio. Le operazioni d’imbarco proseguono su scala limitata, ma le navi cariche restano confinate nelle acque del Golfo. Nel frattempo, le disponibilità di petrolio iraniano custodite sulle imbarcazioni già oltre il perimetro sorvegliato sono passate da circa 90 milioni di barili a metà luglio a circa 29 milioni. Queste riserve continuano ad assicurare introiti al Paese, ma Kpler ritiene che possano terminare

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