
Il club, che vince e chiude il bilancio in attivo per il secondo anno, interessa a molti investitori privati che potrebbero tentare di entrare con quote di minoranza
L’Inter piace, non è una novità, sia in campo che fuori, e perfino nei corridoi della finanza. Ci sono conferme, infatti, sull’interesse di investitori privati che, al momento, valutano la possibilità di entrare nel capitale nerazzurro con una quota di minoranza: tutta da verificare la disponibilità di Oaktree a vendere, ma ciò non modificherebbe comunque la struttura di controllo del club, saldamente nelle mani del fondo californiano. Proprio gli ultimi due anni con al timone Oaktree hanno portato una crescita commerciale evidente, accompagnata dai risultati in campo, con la finale di Champions raggiunta nella prima stagione e la combo scudetto-Coppa Italia vinti nell’ultima: anche il bilancio al 30 giugno 2026, che verrà approvato nell’assemblea dei soci di ottobre, si chiuderà in utile per il secondo anno consecutivo e sul fronte del fatturato le stime Gazzetta immaginano una cifra di 150 milioni per il segmento commerciale e di 90 per lo stadio. Insomma, i movimenti degli ultimi tempi attorno alle quote di minoranza del club sono figli anche di questo trend altamente




