
I teatri condominiali hanno ottenuto il riconoscimento Unesco: uno di questi si trova nel Riminese. Conta appena cento posti
Ci sono teatri dove sulle porte dei palchi compaiono serrature e chiavistelli.
Dove le chiavi che le aprono vengono custodite nel mazzo di quelle di casa dai
legittimi proprietari, loro che hanno contribuito a costruirli o a mantenerli
con donazioni e contributi.
È il vecchio principio dei teatri condominiali: pubblico e privato ne sono comproprietari, con le platee aperte a tutti e i palchi destinati ai loro condomini.
Un modus operandi all’italiana in voga nell’Italia centrale del XVIII e XIX secolo, soprattutto nelle Marche e in parte in Umbria e in Emilia-Romagna. Dieci di questi teatri sono stati proclamati Patrimonio mondiale dell’Unesco, in un sistema che tocca la Romagna nel borgo del Montefeltro Riminese di Sant’Agata Feltria.
Qui si trova lo splendido Teatro Mariani, il più antico teatro in legno d’Italia, inserito dal 26 luglio nella lista del sito seriale che ha ottenuto il riconoscimento. Aprì nel 1723 su iniziativa della «Società dei condomini», che nel 1986 cedette la struttura al comune. Conta appena cento posti.
23 agosto 2026
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