
di Pierluigi Panza
Lunedì il tema dell’insegnamento della musica verrà affrontato in un incontro con il ministro dell’istruzione Valditara
Il suono è una delle prime esperienze che facciamo nella vita. Della rimozione del suo insegnamento dai programmi scolastici, forse ancora maggiore della trascuratezza in cui versa la didattica delle altre discipline artistiche, se ne discute con ricorrenza.
Lunedì pomeriggio al Teatro alla Scala (alle 17.30 nel Ridotto dei palchi), che vanta una delle Accademie per l’insegnamento di musica, ballo e lavori dello spettacolo più note nel mondo, affronteranno il tema il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara e il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina nell’incontro «Il melodramma come letteratura nazionale. Idee e progetti per l’insegnamento della musica nelle scuole».
L’idea di partenza del sovrintendente è che il melodramma ottocentesco, Verdi in particolare, più della letteratura, persino di Manzoni, fu la vera esperienza culturale e popolare che favorì l’unificazione del Paese.
Nonostante questo, la musica ha meno presenza curricolare delle altre arti. «La musica non è solo meno presente, è anche affrontata in modo diverso. Quando si insegna l’arte figurativa non si cerca di formare dei pittori ma di schiudere un universo culturale. Nel caso della musica ci




